mercoledì 18 agosto 2010

Gaufres maison de Mme Yvette

A chi voglia visitare le Eolie e sia interessato alla natura più che allo starsene in panciolle sulla spiaggia, posso senz'altro raccomandare l'isola di Salina: non ancora invasa dal turismo e specialmente dall'antipatico turismo vip, piena di vegetazione (tra cui i comodissimi alberi di fico con i rami pendenti sulla strada...), farà al caso vostro se non temete di fare il bagno sugli scogli. Una spiaggia sabbiosa, una sola, c'è: e la trovate in località Rinella, insieme ad un grazioso bed and breakfast che si affaccia direttamente sul litorale - quasi quasi, per andare a fare il bagno, potete calarvi dalla finestra.
Nella stanza accanto alla nostra soggiornava una simpatica famiglia di belgi con tanto di nonna al seguito. Che fanno i foodblogger quando incontrano gente arrivata dritta dritta dal paese delle gaufres, e per giunta da Liegi, se non farsi indicare la personale interpretazione della ricetta, da aggiungere alla collezione? E così ho fatto io. Oggi ho preparato le cialde secondo le direttive di madame Yvette ed eccovele qua: sono buone e croccanti specie se mangiate calde. Devo avvertirvi che le ricette io non le modifico mai, ma in questo caso mi è mancato il coraggio di andare fino in fondo con le dosi di burro e di zucchero: la signora ne utilizza un quantitativo mostruoso, che in relazione a quanto ho sperimentato personalmente del Belgio non mi stupisce, solo che al momento cruciale, niente, non ce l'ho fatta, ho ridotto...
Quindi vi indico la dose pusillanime, che garantisce un risultato più che soddisfacente (testimone la famiglia, presa a cavia stamattina), e tra parentesi quella, temeraria, della versione originale: se volete provarla, avete tutta la mia ammirazione...
  • 500 g. di farina 00 (#405);
  • 350 g. di zucchero semolato fine (Mme Yvette: 400 g.);
  • 170 g. di burro (Mme Yvette: 250 g.);
  • 170 g. di margarina (Mme Yvette: 250 g., deux fois le quart de matière grasse);
  • 250 g. di latte;
  • 1 bustina di lievito per dolci;
  • 2 bustine di vanillina;
  • 6 uova M.

Setacciare la farina con il lievito, unire lo zucchero e la vanillina e nel frattempo riscaldare il latte e farvi sciogliere burro e margarina. Fare la fontana, versare la miscela e mescolare con il cucchiaio di legno fino ad amalgamare la farina, poi aggiungere le uova una alla volta, incorporandole bene prima di passare al successivo: surtout bien mélanger! raccomandava Mme Yvette. Otterrete una pasta liscia ed omogenea. Riscaldare il gaufrier e versarvi la pasta col mestolino, una o due porzioni a seconda delle dimensioni della piastra, cuocendo fino a doratura. Si conservano bene chiuse ermeticamente in una biscottiera: ne riusciranno una ventina. Somigliano moltissimo a quelle in commercio e mi sembrano ottime per essere consumate col gelato. Le rifarò presto, appena torno in Germania!

giovedì 12 agosto 2010

Torta allo yoghurt e fichi




Ecco una ricettina facile facile dall'Italia... si vede dagli ingredienti: sono reduce da una bella vacanza a Salina, e mi sto godendo adesso gli ultimi giorni palermitani. Bisogna sapere che le mie ferie nelle isolette, che siano in Grecia, in Italia o dove volete voi, presentano un aspetto trasgressivo notevolissimo... la raccolta dei fichi non appena se ne presenti l'occasione. Abbiamo controllato perfino il codice civile: tutto a posto, si può. E allora vai, occhio di lince e attenzione massima per avvistare possibili ficàre con frutti maturi.
Una volta a Palermo il concorso di due fattori imprevisti ha fatto crollare il mio proposito di non mettere mani nella farina per almeno un mese: la presenza in casa di una confezione maxi di yoghurt bianco, e di una certa quantità di fichi, questa volta regalo dell'amica Titti. Le confezioni famiglia di yoghurt hanno di brutto che stufano, se la famiglia è microscopica come quando siamo su a Berlino, o se nessuno è disposto a condividerlo, come in casa dei miei: e allora mi sono inventata di sana pianta una versione della torta allo yoghurt del genere settevasetti, un gioco da ragazzi che è riuscito benissimo al primo colpo, per cui eccolo qua: se volete provare prima che sia finita la stagione dei fichi, non ve ne pentirete. Quella della foto è una torta piccina da 22 centimetri realizzata con mezza dose, ma con la dose completa potrete ottenerne una grande oppure preparare una ciambella decorandola allo stesso modo. Per misurare gli ingredienti stavolta procederemo "alla femminina", usando come dosatore un vasetto di yoghurt di quelli comunemente in vendita in Italia, da 150 ml.
  • 2 vasetti di yoghurt bianco intero;
  • 5 vasetti di farina 00 (#405);
  • 2 vasetti e mezzo di zucchero semolato;
  • un vasetto di olio d'oliva dal gusto delicato (anche di semi va bene)
  • la punta di un cucchiaino di semini di vaniglia; in alternativa una bustina di vanillina;
  • buccia grattugiata di un limone;
  • una bustina di lievito per dolci;
  • un pizzico di sale;
  • 4 uova M o 3 L;
  • 5-6 fichi bianchi, maturi;
  • due cucchiai di zucchero di canna.

Io non mi fido molto del procedimento "butta tutto nel robot e scappa", che uso solo in casi collaudatissimi, e perciò parto dalle uova intere, che monto con lo zucchero, il sale e gli aromi per poi aggiungere lo yoghurt alternandolo alla farina setacciata con il lievito e all'olio versato a filo. L'impasto si versa nello stampo unto ed infarinato, e si completa con i fichi tagliati a spicchi, lasciandovi la buccia (oltre a non fare affondare i fichi, la buccia riduce l'assorbimento degli zuccheri, ed è un aspetto da non trascurare!). Per finire, si cosparge il dolce di zucchero di canna e si cuoce in forno caldo a 175° per 40-45 minuti.

Buone vacanze... a risentirci da Berlino, dove a quanto pare piove... e te pareva.

Babà a lievitazione naturale

La ricetta del babà con il lievito di birra l'ho già pubblicata molto tempo fa in questo post. A quei tempi il fido Frankenstei...