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Visualizzazione dei post da Novembre, 2011

Gateau Marie-Louise

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Devo assolutamente far conoscere all'Italia tutta il gateau Marie-Louise! Solo che la prima difficoltà sta nel... definirlo: che cos'è? Una torta, ma dalla consistenza tutta speciale: un budino, ma non soltanto; non è un pan di Spagna, non è una bavarese, non è un soufflé perché si mangia freddo, è una nuvoletta, un batuffolo di cotone con un lato negativo molto evidente: non vi accorgerete facilmente d'essere già alla terza porzione. La ricetta è francese e viene dal blog di Sévérine: che devo davvero ringraziare (e con lei le sue fonti) da parte dell'intero Belpaese. Se la "sbagliate" la prima volta, com'è successo a me, non prendetevela: riprovate, ne vale la pena. Gli ingredienti sono semplici e più o meno ce li abbiamo tutti a disposizione. 500 ml. di latte;3 cucchiai di farina;100 g. di zucchero;1 bustina di zucchero con vaniglia Bourbon o 1/2 cucchiaino di semi di vaniglia (non vanillina!)100 g. di burro (nell'originale 125, ma a me così piace d…

Rotolo alla crema d'arancia

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Un'ottima soluzione per le cene con ospiti, questo rotolo di pan di Spagna farcito con una crema sofficissima all'arancia. Quando lo preparo ha sempre successo, anche se non è quello che piace di più a me, cioè la pasta all'arancia come la fanno a Palermo. Quella è un rotolino monoporzione con una farcitura diversa, meno cremosa, che non sono ancora riuscita ad imitare! Invece questo monumento qui ce lo insegnano i tre autori di So backt Südtirol. Una cosa diversa, più adatta ai climi altoatesini, ma lo stesso squisita. La base, cioè il pan di Spagna, dovete prepararla con mezza dose della ricetta per rotolo che vi descrivo qui (tanto è sempre quella di Gasteiger e colleghi). Unico accorgimento, avvolgete il pan di Spagna tra due fogli di carta forno inumidita e tenetelo arrotolato perché non si rompa al momento della farcitura. Per la crema, vi servono 1 foglio di gelatina;2 cucchiai di Grand Marnier o altro liquore all'arancia;40 ml. di succo d'arancia;1 cucchiaino …

Torta di "pasta vergine"

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Una nota scrittrice, di cui mi occupo per lavoro, visitava spesso la cittadina di Alcamo, in provincia di Trapani, dove aveva una proprietà. Sarà per questo che mi sono venute in mente - tra l'altro, in un certo libro, la signora le citava - le paste dette minni di virgini per la loro forma tonda sormontata da una ciliegina, che in quel luogo si producono? Non lo so. Comunque  ci ho pensato, e con l'impasto, avendone preparato poco, ho fatto invece dei pasticcini una torta, che comunque,  col nome di pasta vergine, esisteCon la promessa che la prossima volta che la preparo scatterò una foto migliore, eccola qua. La ricetta viene da varie fonti, confrontate, tra cui Sicilia in bocca di Franca Colonna Romano.
500 g. di ricotta setacciata;250 g. di zucchero;125 g. di farina;2 uova M. Fate sciogliere lo zucchero in poca acqua (poca!), versare la ricotta e aggiungere la farina; mescolare bene e poi, fuori dal fuoco, aggiungere le uova una alla volta. Lasciare raffreddare per due o…

Biscotti di San Martino

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Dalle mie parti (numero due) a San Martino si mangia l'oca... Idea che non mi trova molto entusiasta, sia per il poco interesse nei riguardi della carne, sia perché il simpatico pennuto, già tendente al grasso di suo, viene ulteriormente ingrassato per l'occasione: non so se mi spiego!  Non so quanto il piatto tradizionale che si usa in questi giorni dalle mie parti (numero uno) sia più leggero del Martingans, ma sicuramente un po' lo è. Si tratta dei panuzzi di San Martino, biscotti duri - ma duri sul serio, se cercate di morderne uno intero - aromatizzati all'anice, che si mangiano a pezzetti, da soli o intingendoli nel vino dolce: e quella è, garantito, la fine loro. L'ho scoperto tardi, perché fanno parte di quella roba che non mi piaceva finché ce l'avevo sempre a disposizione: ma giusto in tempo per imparare a produrne una versione made in Berlin. A Palermo in questo periodo impazzano e si trovano dappertutto: ma non è difficile prepararli in casa. Servireb…

Superfrolla sudtirolese (Marmeladen-Gitterkuchen)

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Lo so... dell'ennesima ricetta per crostata non c'è proprio bisogno. Però, d'altra parte, una più una meno: tanto più che questa qui, che è creazione di Gasteiger-Wieser-Bachmann, in fondo è piuttosto una vera e propria torta di frolla, come si vede dalla base più spessa rispetto a una normale crostata. A dispetto dell'originale che prevede la marmellata d'albicocche, io questa volta ho usato la marmellata di more e sambuco fatta da me medesima... e che credete, dopo essermi riempita di spine, ad agosto, per raccogliere le more selvatiche ed essermi calata in mezzo alle ortiche per procurarmi le bacche di sambuco, adesso dovevo forse andare a comprarla la marmellata?  E comunque la mia ci stava benissimo e ne sono andata arcifiera... La versione base, a giudicare dalla foto (del ricettario), ha una farcitura più sottile, ma io volevo andare pesante, con la scusa che le "mie" marmellate hanno il 75% di frutta. E non me ne sono pentita!  La ricetta eccola qua…

Baking Powder Biscuits

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Si chiamano biscuits ma non sono biscotti, bensì una specie di panini dalla consistenza sfogliata a base di farina, burro o margarina, latte e certe volte uova. Negli Stati Uniti è facilissimo trovarli e anzi rientrano tra i sapori "di una volta". Un biscuit è abbastanza simile ad uno scone inglese, con la differenza che mentre lo scone viene servito con marmellata e burro, il suo cugino americano fa da accompagnamento ad un normale pasto. Poi non ho mai capito perché lo scone inglese è tondo e assomiglia al biscuit americano, mentre lo scone americano è triangolare... ma questa è un'altra faccenda! In ogni caso, i biscuits, anche se l'italiana che c'è in me si rifiuta di usarli per tirare su il sugo del tacchino, sono buonissimi anche da soli e quale che sia il loro rapporto con gli scones, con marmellata, cioccolato o simili sono la fine del mondo. In versione salata si possono farcire con qualsiasi cosa: mi ricordo di averli riempiti una volta, prima della cottu…

Tortino-sorpresa al cioccolato

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Ancora cioccolato, e stavolta con una ricetta della King Arthur Flour, americanissima per squisitezza e per self-indulgence. Questo tipo di preparazioni si chiama self-saucing perché alla salsa di accompagnamento non c'è da pensare: si forma da sola, a sorpresa. Infatti il tortino è un ibrido indefinibile: una torta al cioccolato, una crema, un budino. Ce li troverete riuniti tutti insieme e vi assicuro che fanno un trio da non perdere. Queste sono le dosi per quattro persone (procuratevi uno stampo pyrex o ceramica da 20 cm. circa o 4 stampini da 250 ml). 60 g. di farina 0 (#550, nell'originale all-purpose);50 g. di zucchero;20 g. di cacao amaro del tipo olandese;20 g. di farina di mandorle o di nocciole;1/4 di cucchiaino di sale;1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia, o 1/4 di cucchiaino di semi di vaniglia;40 g. di burro fuso o olio vegetale;1 uovo L;110 g. di latte.Preriscaldate il forno a 170º e ungete lo stampo o gli stampini. Preparate l'impasto, mescolando gli…

La torta Sacher, ortodossa

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La torta Sacher, da tempo immemorabile, è il dolce preferito di mio fratello, per cui gliene ho portata una a sorpresa per il suo compleanno. È così da quando eravamo piccoli e ce la preparavamo con le buste pronte del supermercato. Perché sì, ammettiamolo, c'è stato anche un tempo in cui si andava più sul commerciale, per la serie: so' ragazzi.  Superata quella fase, la torta ho iniziato a prepararla sul serio, made from scraps come dicono gli americani, ma riuscirvi non è mai stato una cosa ovvia. Di ricette della Sacher ne esistevano tantissime e tutte pretendevano di essere quella "giusta", mentre da parte loro i sussiegosi proprietari dell'albergo viennese se la tengono ben stretta e in cassaforte. Tra l'altro, anche la ricetta in loro possesso è stata a lungo oggetto di un contendere tra gli eredi Sacher e i pasticceri Demel per via di una questione filologica importantissima: ma la farcitura di marmellata va solo sotto alla glassa o anche in mezzo alla …

Gâteau creusois

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Se avete degli albumi da riciclare, il creusois è una soluzione davvero eccellente. Si chiama così dalla Creuse, che è una provincia del Limousin, e pare che la ricetta sia stata scoperta in una pergamena del Quattrocento, scritta in antico francese, e lanciata sul mercato con grande successo, previa fondazione di un'associazione specifica per il sostegno del creusois come prodotto tradizionale. Ma il concetto è talmente semplice che prepararlo in casa è la cosa più ovvia del mondo, e pertanto eccovi qua la ricetta. Un dolce familiare par excellence, fatto di albumi, nocciole e zucchero, che ricorda per certi versi la visitandinealle mandorle, ma con un aroma molto deciso che vi ricorderà la Nutella anche in assenza di cioccolato:  quale motivo migliore per provarlo?  75 g. di farina;100 g. di burro fuso e raffreddato;2 pizzichi di lievito per dolci;4 albumi;1 bustina di zucchero con vaniglia;125 g. di nocciole tostate e macinate finemente.Il procedimento è semplicissimo e consiste…